Una pensione da giornalista per Riccardo Orioles

Riccardo Orioles e Mirko Matteucci

Una pensione da giornalista per Riccardo Orioles

Non tutti sanno chi sia Riccardo Orioles. Alcuni lo conoscono a malapena. Altri ne hanno sentito parlare ma non associano un volto alla sua storia. E poi ci sono quelli che non hanno la minima idea di chi possa essere e noi siamo qui per questo.

Nasce a Milazzo Riccardo Orioles, classe 1949. Ed è proprio in quel piccolo comune siciliano che negli anni settanta inizia col giornalismo “impegnato” in piccole testate giornalistiche locali e prime radio libere.
Insieme a Pippo Fava fonda a Catania nel 1982 il mensile I Sicilianidando voce a un giornalismo di stampo militante e dichiaratamente anti-mafia.
L’unico giornale cittadino ad occuparsi di politica, che denunciando le attività illecite di Cosa Nostra, portava alla luce inchieste giornalistiche che mai nessuno aveva osato.

A solo un anno di distanza dalla nascita del giornale, Pippo, che aveva appena lasciato la redazione, non ebbe il tempo di scendere dalla sua Renault 5 che fu ucciso da cinque proiettili. Inizialmente, l’omicidio fu etichettato come delitto passionale ma ci volle ben poco per dichiarare con assoluta certezza che la mafia era arrivata a Catania.

A questo sgarro mafioso, I Siciliani non cederanno. Così Riccardo Orioles decise di andare avanti con tutte le sue forze. Il giornale ha chiuso, riaperto, richiuso e riaperto. Senza editori, senza garanzie.
Oggi Orioles ha 67 anni e vive nella sua città natale con non poche difficoltà.

 «La sua carriera – vissuta da scrittore e giornalista con la schiena dritta come si suol dire tra quelli che pensano a lui ogni tanto e magari gli danno anche una pacca sulla spalla – purtroppo non gli ha riconosciuto una pensione degna di questo nome: Riccardo ha ottenuto contributi pensionistici solo per quattro anni di lavoro».

Così afferma Luca Salici, giornalista catanese che ha lanciato una petizione su Change.org per cercare di farlo rientrare tra i beneficiari della legge Bacchelli. La petizione ha quasi raggiunto quota 30mila firme e tante altre bellissime iniziative sono scaturite: illustratori, attori, artigiani e media hanno accolto con entusiasmo la storia di Riccardo.

Abbiamo deciso di raccontarla anche noi per far sì che il valore intellettuale di Riccardo sia riconosciuto  al più presto dalle istituzioni.

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E in attesa che lo Stato formalizzi i suoi diritti, è possibile sostenere la campagna #MandiamoInPensioneOrioles attraverso l’acquisto di T-shirt, shopper, tazze e taccuini disegnate dagli artisti Mauro Biani, Lobo, Manlio Truscia, Marco Pinna e Luca Ferrara. Li trovi tutti qui.