Santuario Capra libera tutti: un’oasi di pace per animali salvati dalla macellazione

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Santuario Capra libera tutti: un’oasi di pace per animali salvati dalla macellazione

Salvare un animale destinato alla macellazione o allo sfruttamento intensivo è possibile. In quel di Nerola, su una montagna alle porte di Roma, esiste un luogo chiamato Santuario capra libera tutti, in cui trovano rifugio oltre 200 animali riscattati da sequestri e luoghi del terrore.

Un’oasi popolata da mucche, maiali, agnelli, capre, pecore, galline, tacchini, cavalli, un lama e tante altre specie animali che l’uomo nel corso della storia ha privato della libertà. Oggi si riappropriano della loro vita scoprendo cosa significa essere liberi. Una libertà straordinaria a contatto con la natura, un diritto fondamentale per l’esistenza di ogni essere vivente ma spesso violato quando si parla di animali che nell’immaginario comune sono considerati da “reddito”.

Video della liberazione del toro Bruno e della mucca Alice

A prendersi cura di loro è Massimo Manni, 43enne con una sola vocazione: salvare gli animali.

Cosa ti ha spinto a diventare un moderno Noè?

“Sin da quando ero piccolo ho maturato una passione per gli animali come tutti i bambini ma sentivo che c’era qualcosa di più, perché stavo male al pensiero che l’uomo si arrogasse il diritto di maltrattarli e ucciderli. Nel Santuario nessuno può avvalersi del potere di crearli, sfruttarli o distruggerli. Affetto, protezione e ogni altro tipo di attenzione particolare nei confronti degli ospiti del rifugio sono all’ordine del giorno”.

Quando hai deciso di dedicare la tua vita a questo progetto meraviglioso?

L’ho deciso circa 13 anni fa. Avevo su per giù 30 anni, vivevo a Roma e facevo il giardiniere ma da sempre sentivo il desiderio di vivere più a stretto contatto con la natura. Così mi sono trasferito a Nerola, dove ho preso una casa – anzi, una catapecchia! – e ho iniziato a dedicarmi a questo progetto per far sì che a poco a poco diventasse un vero e proprio Santuario: un luogo in cui gli uomini possono venire a far pace con la natura e a chiedere perdono agli animali.

Da dove nasce la scelta del nome Santuario Capra libera tutti?

Santuario perché così si chiamano questi tipi di rifugi, Capra libera tutti perché un giorno trovandomi in una stalla – non per prendere qualche animale – fui avvicinato da un capretto che mi saltò in braccio. Era destinato ad essere macellato per Pasqua e ho detto: “No non uccidetelo, lo prendo io!”. Poco dopo mi si avvicina il fratellino e i due iniziano a giocare come due gatti, allora ho detto “Vabbè prendo anche lui!” e alla fine…ne ho presi 10! Ecco il perché di “Capra libera tutti”.

Immagino che occuparsi del Santuario non sia sempre facile…

Non lo è affatto! Gli animali hanno bisogno di cibo e di tutte le cure necessarie. Il progetto è principalmente autofinanziato e purtroppo non avendo alcun riconoscimento di tipo giuridico, è un “rubinetto aperto” che vive grazie a donazioni di privati e volontari che amano definirsi “Ragazzo padre”e “Ragazza madre”. In nome del loro affetto e della loro vicinanza ho deciso di lanciare anche una campagna di raccolta fondi su Worth Wearing.

Riuscire a salvare da una morte ingiusta un numero sempre maggiore di animali e far sì che possano vivere secondo natura provvedendo a tutto ciò di cui necessitano, dal cibo alle cure mediche è l’obiettivo di Massimo e dei volontari del Santuario.

“Coltiviamo, costruiamo, viviamo il futuro che ci piace” è il loro un motto. Promuove l’amore per gli animali  e per la natura racchiudendo l’essenza di uno stile di vita vegano. Ma attenzione, il Santuario “non è un parco giochi per vegani”. Massimo ci tiene a precisarlo.

Per sostenere il progetto e garantire ad ogni animale salvato il diritto di vivere dignitosamente a prescindere dalla propria specie, è possibile acquistare una T-shirt, una tazza o un taccuino qui.