#Vorreiprendereiltreno: 5 segreti per una una campagna di successo

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#Vorreiprendereiltreno: 5 segreti per una una campagna di successo

Iacopo Melio, fondatore di #Vorreiprendereiltreno Onlus racconta la strategia per una campagna vincente.

Ciao Iacopo, presentati ai nostri lettori!

Ciao! Sono Iacopo, ho 25 anni e vivo in un paesino sperduto di campagna in provincia di Firenze. Studio Scienze Politiche all’Università di Firenze, anche se ormai fuori corso (ma vicino alla laurea, spero…). Lavoro come giornalista freelance per Fanpage.it e porto avanti, con la mia Onlus #vorreiprendereiltreno fondata nel 2015, progetti di sensibilizzazione e abbattimento delle barriere architettoniche e sociali per la disabilità.

Qual è il segreto per una campagna di crowdfunding di successo?

Credo che la spontaneità e la naturalezza ripaghino sempre, ma anche la trasparenza e l’onestà.
Quando le persone si vedono proporre un progetto, anche ambizioso ma fatto da una persona “come loro”, in grado di comunicare con un linguaggio semplice e “vicino”, si riesce ad entrare meglio in connessione con la campagna stessa e quindi si hanno più probabilità che il pubblico appoggi quella causa. L’empatia è sempre la chiave vincente, per questo è quella che ogni volta dobbiamo andare a risvegliare.
Non servono chissà quali strumenti se non una giusta causa ed un modo di comunicare e coinvolgere pulito.

Qual è il primo passo per lanciare una campagna di raccolta fondi?

Capire quale obiettivo vogliamo raggiungere. In base all’obiettivo occorre poi capire quale sia il “target” (pubblico) migliore da colpire, in base a parametri precisi come interessi, età o posizione geografica. In più è fondamentale, una volta capito cosa vogliamo ottenere, il “come” ottenerlo: in una campagna lo storytelling, cioè la narrazione, gioca un ruolo basilare perché è il come racconti una certa cosa che fa la differenza. Essere originali in questo senso è quasi un dovere per riuscire a distinguersi dalla concorrenza, soprattutto per tematiche “classiche” dove è già stato detto quasi tutto!

Perché hai scelto di realizzare la tua campagna su Worth Wearing?

Partiamo dal presupposto che non tutti vedono di buon occhio la scelta del merchandising per le Onlus…
Ho scelto WW perché credo che avere dei prodotti che rispettino anche i diritti del pianeta oltre che degli esseri umani sia assolutamente un valore aggiunto ed un ulteriore messaggio positivo da diffondere! Perché sostenere l’ambiente si può, ed è facile, basta avere certi accorgimenti. Questo è quello che le nostre T-shirt esprimono, oltre ai valori della Onlus, e lo trovo davvero potente.

Sei soddisfatto dei risultati raggiunti con la campagna su Worth Wearing? Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Assolutamente sì, le vendite stanno andando piuttosto bene e sono costanti. Oltretutto lo store di Vorreiprendereiltreno è caratterizzato anche da qualche firma importante dell’illustrazione come Marco Gavagnin e Mauro Biani, per cui non potrebbe andare molto meglio di così.
Non mi sono posto alcun obiettivo futuro al momento, se non continuare a sensibilizzare ovunque ci sia bisogno.

Si può dire che il crowdfunding rappresenti il futuro del fundraising per il non profit?

Sicuramente è uno strumento importante, talvolta essenziale. C’è anche da dire però che non sempre è democratico: il crowdfunding funziona quando c’è buona (ottima) visibilità. Le onlus più piccole, che fanno fatica a farsi conoscere, faranno ugualmente fatica a vendere gadget online, ad esempio, se non hanno un pubblico a cui promuoverli.
È un peccato perché un sacco di bei progetti non vengono finanziati in questo modo. C’è anche da dire però che alcune piattaforme (la minoranza) promuovono le raccolte con comunicati stampa, newsletter ed altro ancora… In questo caso il divario con le associazioni maggiori si sente meno, garantendo la stessa copertura mediatica o quasi.
Grazie dunque a Worth Wearing che si impegna anche in questo senso, e ci riesce direi più che bene.

Per sostenere l’associazione #Vorreiprendereiltreno è possibile acquistare gli adesivi di CLET, T-shirt, tazze, taccuini e shopper disegnate dagli artisti come Mauro Biani, Elia Colombo, Hikimi, Giorgia castiglioni e tanti altri artisti che hanno donato illustrazioni e grafiche all’associazione.